La storia è stata tratta dalla rubrica dell’importante quotidiano Guardian. Paul Templer aveva 27 anni e gestiva una piccola attività organizzando escursioni in kayak sul fiume Zambesi, in Zimbabwe. Una sera, di ritorno da una gita, una delle canoe che stava usando per un gruppo di turisti fu sbalzata in aria da un grosso ippopotamo.
L'uomo indicò un appiglio sicuro sicuro, poi girò il suo kayak e provò a raggiungere Evans, una delle altre guide, che era finito in acqua. Ma mentre allungava il braccio, era come se fosse diventato cieco, non vedeva più nulla. Sentiva l'umidità dell'acqua sulle gambe, ma il busto e la testa erano intrappolate in qualcosa di viscido, il suo naso sentiva solo odore di uova marce e un forte dolore sul petto, per non parlare delle braccia bloccate. Metà del suo corpo era finito dentro la bocca di un grosso ippopotamo, Templer racconta con ironia il senso che sentiva li dentro e mentre col palmo della mano sentiva i denti del pachiderma.
Anche se la fama degli ippopotami li porta ad essere considerati animali placidi, nonostante fosse riuscito a liberarsi l'uomo si sentì subito attaccato e ripreso nel morso dell'ippopotamo, lanciato in aria, riafferrato e trascinato sott’acqua.
Templer sentii il suo corpo maciullato dai 40 denti e sperava che trattenendo il fiato sperando che l’animale cedesse prima di lui. Poi l’ippopotamo dovette salire in superficie per respirare, Templer fu recuperato da una delle altre guide e portato a riva.
10/01/2021
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